Logistica ottimale: un’auto nei pressi del ponte sulla Dora all’inizio della Val Veny ed una seconda a Pre de Pascal. La gita può essere fatta così in traversata. Non avere la seconda auto a Pre de Pascal costa un’ora abbondante di tempi supplementari. Per fortuna è tutta discesa, ma tanta strada la si percorre su asfalto, essendo obbligatorio passare da Notre Dame de la Guerison. I veri integralisti della piotta non sporgono il pollice o salgono sul bus color arancio! Punto di forza? Gran finale sul versante della Brenva e spettacolare vista sui cantieri a cielo aperto dell’autostrada in costruzione, con colonna sonora degna da fare invidia ad un concerto live dei Laibach.
Procediamo per ordine. Dal ponte sulla Dora nei pressi della località Entrelevia, procedere lungo l’asfalto che va in direzione Dolonne. Qualche centinaio di metri e l’indicazione per la Palestra Guide e Mont Chetif, via Ferrata, indica la strada giusta. Segnavia n. 4. Da questo punto in poi non si può sbagliare. L’unico bivio non lascia indugi; il sentiero che lascia i lastroni della palestra di roccia, taglia in direzione Dolonne oppure si impenna verso la forma brasileira dello Chetif, un Corcovado trapiantato a Courmayeur. Le prime rampe, abbastanza secche, sono tracciate nella penombra di un bosco rado. In pochi minuti dal bivio si arriva al primo passaggio attrezzato. Ce ne saranno altri 10.
La definizione esatta dell’ascesa al Mont Chetif è “salita su sentiero attrezzato”. Quella di “via ferrata” è un po’ troppo generosa. E’ comunque un percorso appetibile e consigliato, per via della bellezza degli scorci, dapprima su Courmayeur e Dolonne, poi su creste affilate insospettabili che dominano la verticale su Entreve, poi, gran finale, il trionfo del versante Sud Est del Monte Bianco. Il tutto inframezzato da un traverso in pieno sud che affronterei in luglio ed agosto soltanto se ben pagato. Caldissimo.
I primi 9 tratti attrezzati sono praticamente tutti nelle prime 2 ore di salita, e permettono di guadagnare quota abbastanza rapidamente. E’ un’ascesa che rende. Come già detto, lasciata la Palestra delle Guide, le prime ripide rampe si svolgono in un bosco rado, lungo un sentiero che deve districarsi tra erbacce. Gli esordi, su tratti attrezzati, sono ben esposti al sole, in ambiente molto brullo. Occorre salire ancora un po’ per addentrarsi nel bosco vero e proprio, il secondo quarto del percorso. Ristoratrice la salita al riparo dell’ombra e mozzafiato i primi panorami, ora su Courmayeur, ora su taglienti creste rocciose che nell’immaginifico ricordano scenari da Montagne Rocciose. Il gruppo del Bianco incomincia a fare capolino, per apparire ben visibile in piccole deviazioni tattiche pro-panorama. Alternando passaggi attrezzati a piacevoli serpentine nel bosco, si giunge ove confluisce uno dei due sentieri provenienti da Pre de Pascal. Segnavia gialli degni di una tangenziale metropolitana impediscono qualsiasi errore.
Da qui in avanti c’è un lungo traverso in direzione Sud-Ovest, fuori dall’ombra, passando a picco su Dolonne, su cui domina il cucuzzolo roccioso dello Chetif. Proprio nei pressi di un tratto molto ripido, il sentiero raggiunge un ripetitore del telefono e aggira il versante assolato, per arrivare in piena cresta ovest, con vista sull’alta Val Veny. Da qui in avanti è tutto belvedere sul Bianco. Dalla spalla, in pochi minuti si raggiunge la calotta terminale del Mont Chetif, dove spicca in tutta la sua bellezza la piattaforma in cemento a mo’ di eliporto.
Poco più in basso la punta che domina Courmayeur, con la grande statua dedicata alla Madonna. E’ comunque una passeggiata da tre ore e mezza – quattro. Caldissima in molti punti, troppo spesso esposta al sole. Non c’è possibilità alcuna di rifornimento idrico. La salita allo Chetif non è da prendere affatto sottogamba e merita rispetto. Il mio consiglio è quello di affrontarla fuori stagione, giugno o da settembre in avanti. Data la posizione eccezionalmente privilegiata l’alba dalla vetta deve essere qualcosa di straordinario …
I tratti attrezzati aiutano parecchio, sono ottimamente sistemati, funzionali e permettono anche ad un ragazzino di salire egregiamente. Per i genitori che volessero portarsi i figli appresso, un cordino di sicura, un moschettone ed un imbrago non sono affatto di troppo. La salita al Mont Chetif può essere propedeutica per far apprendere la sensazione di esposizione, di vuoto. Rischi calcolati che però non devono essere per nessun motivo lasciati al caso: è montagna anche il Corcovado di Courmayeur. Anche se adeguatamente protetti si può provare reale vertigine … cosa non riscontrabile sfogliando un sito internet comodamente seduti! Attenzione, dunque.
Dopo l’opportuna pausa panorama sulla vetta, per scendere in traversata su Pre De Pascal, dalla spalla ovest, seguire il filo della cresta, quindi l’evidente sentiero che si intrufola nel bacino della Val Veny fino a raggiungere un bivio nei pressi di un tratto abbastanza difficile e molto erto. A sinistra si scende in località Pra Neiron, cioè nella conca di Plan Checruoit. Stando sulla destra, tracce poco visibili, e superato un secondo tratto difficile ed un po’ pericoloso, il sentiero scende a picco sull’arrivo della seggiovia della Zerotta. E’ l’unico tratto poco segnalato e poco visibile della giornata. Un comodo traverso su interpoderale, riporta in direzione Nord Est su Pre de Pascal.
L’ultima balconata alta sull’intero bacino della Brenva offre come via d’uscita la strada d’accesso. Tracce battute attraversano le piste da sci, accorciando così la lunga discesa asfaltata verso la strada della Val Veny. Raggiunta quest’ultima, resta la discesa sul Santuario di Notre Dame de la Guerison, poi i tornanti che introducono al lungo traverso che riporta in località Entrelevia. Tutta questa “sofferenza” è per chi non ha piazzato la famosa seconda auto. E’ forse banale chiudere dicendo che con una giornata fatta di cielo blu cobalto, questa gita è a dir poco strepitosa? Chi l’avrebbe mai detto, data l’inelegante sagoma del Corcovado di Courmayeur.
Info per il Mont Chetif
Altitudine: 2.343 m.
Quota partenza: 1.224 m.
Dislivello totale: 1.119 m.
Località di Partenza: Courmayeur (ponte all’imbocco della Val Veny)
Tempo totale: 6 ore / 6 ore e 30 min.
Difficoltà escursionistiche: EE
Esposizione: principalmente E + O.
Mappa: IGC foglio 4 – Massiccio del Monte Bianco, scala 1:50.000
Ulteriori note:
Percorso in traversata. Tempi calcolati con una sola auto lasciata nei pressi del ponte all’imbocco della Val Veny. Per la sola salita occorrono circa 3,30 – 4 ore. Dipende anche dal traffico lungo i tratti attrezzati. Non sembra, comunque, un sentiero battuto da orde di turisti, data la comoda e più breve ascesa da Pre de Pascal.
Accesso automobilistico
Autostrada: uscita casello COURMAYEUR.
Proseguire in direzione del Tunnel del Monte Bianco. Dalla rotonda che porta in paese, proseguire dritto per circa un km. Svoltare a sinistra per la Val Veny. Per effettuare il percorso in traversata è consigliato lasciare un’auto a Pre de Pascal e una al ponte dove inizia la strada della Val Veny.
Attenzione: la strada della Val Veny è soggetta a restrizioni di traffico nel periodo estivo di maggior afflusso turistico. Se si lascia l’auto al ponte non vi è problema di restrizioni.